Spolverando nel casstto del passato

Spolverando nel cassetto del passato

Scritto da © Carlo Gabbi – Mar, 06/03/2012 – 05:50

Forse dopo tutto non sono poi ricordi troppo vecchi, ma lo sono per me e per il mio scrivere.

Tutto incominciò circa diciotto anni orsono quando senza alcuna preparazione linguistica, conoscenza appropriata di una lingua, l’Inglese in questo caso, decisi che avrei dedicato il mio tempo libero allo scrivere.

Credetemi, al principio fu una cosa massacrante e temeraria. Ma la mia vita è sempre stata così, vivendola in cicli di diversi anni ciascuno, in lavori completamente nuovi ed opposti a quello precedente, ma ero capace ugualmente di iniettare in quella nuova attività tutte le mie energie e capacità mentali. In poche parole sono sempre stato un mulo testardo che vede un’unica via.

Ripensandoci ora, quel mio desiderio di scrivere in Inglese è stata una cosa pazzesca poiché di quella lingua non possedevo alcuna base scolastica che potesse garantirmi una possibilità di riuscita in tale ventura. Sono sempre stato caparbio e quella non era la prima volta che mi gettavo a capofitto in cose nuove. In Inglese esiste un modo di dire, “Who dare Win” (cioè la vittoria appartiene al temerario che osa rischiare.) E dio solo sa quanto temerario io sia sempre stato.

Ed è a questo punto che entro nel nocciolo del discorso.

Oggi, frugando tra quei miei primi lavori, ho trovato che tra essi esistono pure cose decenti, che ripuliti un pochino, possono ancora interessare i miei lettori italiani. Per lo meno questi scritti hanno il pregio di una certa brevità, necessaria (da quanto alcuni amici mi hanno fatto notare) per la presentazione sul net. Mi dissero che quanto scrivo, oggi sono lungaggini che non possono interessare il lettore frettoloso.

Desidero presentarvi queste perle (che lo sono, almeno per me) le quali allora mi costarono molto sudore, ma che furono esercizi necessari per imparare a scrivere.

 La prima preoccupazione che si affaccia ad uno scrittore novello è di come trovare un soggetto, poi di come è possibile svilupparlo appropriatamente per poterlo presentare ad un eventuale pubblico. Posso dirvi che molte di quelle risorse le trovai nel modo semplice di chattare in internet, (ma ditemi perché mai voi Italiani di oggi non usate un proprio vocabolo italiano che penso sia molto più adatto, come ”conversare”? ”parlare”?)

Quanto scrissi in quei primi racconti, non era null’altro che le confidenze offertami da parte di coloro che mi parlarono liberamente le loro vite. Questo è uno dei vantaggi odierni, la rapidità di scambiare messaggi sul Net.

È il miracolo della tecnica moderna. Ricordo che al tempo in cui venni in Australia, una lettera impiegava più di un mese per giungere dall’Italia. Questo per dire quanto rapidamente si è evoluto il nostro piccolo mondo nel giro di cinquant’anni. In quei giorni lontani, per avere una normale conversazione telefonica, occorrevano ore di attesa, aspettando che tutte le debite connessioni attraverso innumerevoli centralini telefonici  nel globo, fossero effettuate.

Incredibile ma vero, fu grazie ai vantaggi offerti dal net, che nel breve periodo di pochi mesi fui capace di formare una cerchia di amici che si confidarono con me volentieri di cose a loro accadute, dandomi così la possibilità di farli rivivere in quei miei primi lavori.

Fu attraverso le memorie di Dana, una giovane infermiera del Kansas, che potei scrivere le mie prime storie.

Poi venne Nanette, avventurosa, piacente, sensuale, che mi narrò della sua vita effimera e da quelle narrazioni trovai lo spunto necessario per scrivere altre storie, alcune delle quali possono sembrare piccanti. Ma ero alle prime armi, ed in quei giorni ero a caccia di qualsiasi notizia utile e capace di darmi una ragione per scriverla. Ogni soggetto era buono se solo potevo convertirlo in uno scritto, e a me necessario come un esercizio mentale nell’evolvere la mia capacità di scrivere.

Più tardi, sempre sul net, incontrai Angelina, la quale era una giovane studentessa che mi disse di essere di origini siciliane. Venne il giorno in cui, mentre si conversava, proruppe in una esclamazione d’orgoglio: “Oggi sono veramente felice. Ho ricevuto la conferma che i miei bisnonni vennero dalla Sicilia. Arrangio al più presto le mie cose per andare a Palermo in cerca di loro.”

L’aiutai nelle sue ricerche ed in cambio ottenni molte informazioni che mi diedero lo spunto nello scrivere la mia prima storia di un certo valore. Il titolo di quella storia è “The Sicilian Woman” che poi raccolsi assieme ad altre nel mio primo volume, “A Song of Love”. Ma di tutto questo ve ne parlerò in seguito.

Non posso pure dimenticare Annemarie, la quale era una maliarda nata ed era capace con le sue grazie di far capitolare qualsiasi uomo volesse. Usai il suo carattere e capacità di “Femmina” nella mia storia “A Song of Love”.

Ed ancora, come potrei dimenticare Zeena, l’avvincente giovane Indiana, oppure Maria, mia amica fedele da oltre un decennio e che possiede il calore Caliente della sua terra ammaliante, il Mexico. Fu attraverso lei che ebbi il piacere di imparare ad amare e scrivere di quelle vecchie piramidi Maya e della loro civiltà.

Questo è quanto vi volevo dire ora. In questa nuova serie di racconti che vi presenterò. cercherò di essere breve con la speranza di allietarvi senza derubarvi di molto tempo prezioso.

Aggiungo a questo punto che la mia prossima presentazione a voi lettori Italiani, sarà l’inedita storia di Angelina, The Sicilian Woman, di cui ora sto ripulendo un po’ e pure traduco in Italiano, sperando sia di vostro gradimento. Forse la troverete non molto articolata, e costruttiva, ma era in qualche modo diversa da quelle pagine primordiali che mi diedero speranza in un miglior scrivere.    

 Sinceramente e cordialmente porgo un saluto a tutti voi.               

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

2 thoughts on “Spolverando nel casstto del passato

  1. Un forte amore per la scrittura, che si evolve nel tempo, e che porta alla produzione di vari racconti…
    Buona domenica, e un caro saluto,Carlo,silvia

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