Un Miracolo nel Deserto Australiano – Conclusione

Conclusione

 

 

 

La natura aveva iniziato il suo moto, affaccendata nel possente lavoro, durante quel continuo zigzagare delle mille ramificazioni dei corsi d’acqua. Hanno così reso possibile a quell’immensa area di essere bagnata, e pronta a produrre il miracolo del risorgere ad una nuova vita. E così fu l’inizio. Vi furono i primi punti verdi che contrastavano tra le rosse sabbie desertiche. Incominciò lo spargersi all’intorno di nuove vegetazioni di nuove erbe, fiori selvatici, cespugli.

Questo fu il segnale voluto. Era un segnale di consenso, di benvenuto. La clemenza della natura stava vincendo, ed ora era capace di creare quei nuovi pascoli necessari a mantenere la vita a quelle innumerevoli mandrie di bestiame che si trovavano lungo il cammino delle acque benefattrici. Le mandrie di bestiame hanno ricevuto tutti i benefici, e si sono ingrandite. Vi sono ora migliaia di vacche che lentamente scorrazzano libere all’intorno delle pasture, che non conoscono confini tra quegli immensi territori che fanno parte delle stazioni pastorali Australiane. Sono innumerevoli e confinano lungo quella grande piana, a distanza di centinaia di chilometri l’una dall’altra e che si trovano nel lungo tragitto nel discendere dal North Queesland.

Lungo questa ininterrotta via si possono notare ora pure una crescita delle varietà e del numero di uccelli che si è moltiplicata a dismisura durante il loro avventurarsi lungo questa via formata dalle acque, creatrice di una vita novella, e che, continua ad invogliare questo esercito di volatili a discendere ancora di più, verso le calme sponde di Lake Eyre. Ed ora questa è divenuta realtà, non sono più sogni. Il tutto è possibile dopo che sono avvenute queste rare e fenomenali inondazioni.

Si è cercato di rintracciare da dove tutti questi uccelli sono venuti. Si sa` solamente che alcuni di questi sono giunti da regioni lontane e sconosciute. Hanno viaggiato per migliaia di chilometri, in formazioni compatte e spettacolari, e poi, come dominatori, sono discesi in quel luogo che hanno reclamato loro, e lo hanno chiamato casa. Sicché in quel luogo si è formato il loro nuovo Eden.

Per il raggiungimento di tutto ciò fu necessaria una lotta continua. Fu necessaria la tenacia da parte di quelle masse sconosciute di acque ed animali che si sono sospinti all’avanti.

Ed ora penso che quelle forze naturali siano compiaciute nell’aver creato questo incredibile spettacolo di vita. Sono state capaci di vincere la loro lotta, ed hanno compiuto il miracolo. La spettrale esistenza creata della siccità di un troppo lungo passato è finita.

 

 

Sempre più si notano all’intorno folti gruppi formati dalle molteplici specie di volatili, che amichevolmente si stanno spartendo le ricche rive e gli abbondanti bottini di pollini e pesci. Hanno nidificato all’intorno ed ora si notano tra loro i nuovi piccoli, ancora implumi, che da poco sono stati capaci di rompere il guscio dell’uovo che li racchiudeva. Ora sono la`, mescolati tra gli adulti ad accrescere la comunità.

Viene naturale il chiedersi quale sia stata la loro misteriosa conoscenza che li ha condotti a volare l’enorme distanza di migliaia di chilometri, attraversando ignoti territori, ed hanno potuto alla fine raggiungere il loro Giardino dell’Eden. Chi fu tra loro ad avere tale conoscenza e capacità di individuare una rotta completamente nuova e sconosciuta, ma che sicuramente fu capace di condurli velocemente su questo luogo dove ora hanno dato inizio a questo mondo favoloso? Forse questo mistero non potrà mai essere svelato.

Mentre quelle acque piovane cadute lunghi mesi orsono nel Nord del continente, stanno scorrendo su questo lungo cammino, si sono avute nel frattempo altre nuove ininterrotte piogge, le quali si sono formate in una nuova stagione di monsoni e di cicloni lassù, nel North Queensland, in quell’alta regione che fa parte del Gulf of Carpenteria. Queste nuove acque alluvionali rimpiazzano le acque che si erano accumulate prima di loro nello stesso entroterra, molti mesi prima.  Ora quelle vecchie acque sono discese e si sono agglomerate entro un luogo che topograficamente è alquanto più a Sud nell’entroterra.

E da questo punto hanno potuto entrare entro uno dei tre maggiori letti fluviali che ora, carichi di quelle nuove acque, hanno iniziato la seconda parte del tragitto di discesa che continuerà per altre centinaia di chilometri. I letti contenenti le acque sono ripieni. Hanno ora forza bastante e capacità per giungere alla meta. La continuità di arrivo di queste acque saranno garanzia alla continuazione di una più prolungata vita laggiù, sul Lake Eyre.

Per quanto? Non lo sappiamo bene. Quello che sappiamo è che purtroppo verrà il giorno in cui questo magnifico paradiso verrà perso.

Nulla nella vita umana e della natura avviene senza una ragione specifica. Questa è la regola fondamentale richiesta dalla natura stessa. Durante gli ultimi due anni si sono formate quelle condizioni climatiche al Nord del nostro continente che hanno provocato alla gente locale durezze senza pari, procurando distruzioni e danni enormi. Ma mai, senza tutto questi apocalittici giorni di sventura per alcuni, sarebbe stato possibile per creare quelle condizioni ideali ad iniziare questo miracolo che avviene ad una innumerevole distanza dal luogo della caduta delle piogge, e che sta tramutando ora quello che non molto tempo addietro faceva parte di uno dei più aridi deserti nel mondo. Forse con un po` di fortuna per quei luoghi vi saranno nuove acque alluvionali che discenderanno, bastanti per continuare ad arrivare laggiù, ed essere capaci a mantenere la continuità della vita in quel lungo in cui è stata creata recentemente.  Quella sarà l’unica garanzia di continuità per concedere un più lungo periodo di tempo di sopravvivenza a questo miracolo della natura.

Questo vi ho narrato è il modo in cui il miracolo è avvenuto nel deserto Australiano. Non si sa` per quanto a lungo ancora questo miracolo potrà esistere. Ma è già scontato che verrà pure il giorno che decreterà la sua morte portando all’intorno nuovi e lunghi periodi di siccità. Ma queste cose sono pure ben comuni in questa terra.

Allora, con l’arrivo della nuova aridità, i semi trasportati dai venti, cadranno nuovamente tra le sabbie ardenti del deserto che saprà conservarli a lungo, forse per decenni, sino a che il ciclo dei mari creeranno nuove immense alluvioni sulle coste del North Queesland.

Per quel tempo, Lake Eyre sarà ritornato quella piatta pista salina, e tutto all’intorno sarà null’altro che morte. La vita avrà cessato per un perimetro di centinaia di chilometri all’intorno. Tutti gli uccelli avranno migrato verso nuove e sconosciute terre lontane e nessuno di loro ricorderà il loro vecchio paradiso.

All’intorno di Lake Eyre si vedranno vagare nuovamente, quei pochi scarniti aborigeni che vivranno là attorno nella loro quasi completa nudità. Se mai durante il loro peregrinare incontreranno un uomo bianco sul loro cammino, avranno modo di meravigliarsi.

Tutto questo piccolo mondo, che è ignoto alla maggioranza dei popoli, ricadrà nuovamente in quel sonno profondo per una lunga eternità di altri trenta, quaranta o più anni. Sino a che arriverà il giorno in cui il miracolo del deserto risorgerà nuovamente creando altre meraviglie all’in giro.

La vita non è null’altro che un ciclo. Bisogna sapere attendere. Bisogna essere pazienti. Bisogna credere che quanto esiste è così, come è stato creato, ed ha una ragione di essere. Bisogna pure essere capaci di accettare quelle immense distruzioni che vengono causate da alluvioni e cicloni. Alla fin fine è solo grazie a questi poteri di forza selvaggia, se si creeranno nuovamente, in un giorno lontano, altri miracoli come quello esistente oggi nel deserto Australiano.

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