Un Miracolo nel Deserto Australiano – Parte Due

Parte Due

 

 

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Susseguentemente trassi spunto di questi incredibili avvenimenti e li presentai nel mio romanzo, “An Amazing Story”, che attualmente sto traducendo nella lingua Italiana.

Li presento narrati dalla voce di uno dei protagonisti, Thomas, che è un giovane e promettente fotografo.

E` con la voce di Thomas che raccontai questa strabiliante avventura di come la natura può presentarsi in questi luoghi. E` la storia di un miracolo che si rinnova a distanza di lunghi periodi di tempo nel deserto Australiano e che avviene una or due volte al massimo, nel giro di un secolo.

Thomas, nella mia storia, è un giovane avventuriero, appassionato di fotografia che assieme a Jolly, un aborigeno locale che è divenuto la sua guida, attraversano quella solitudine desertica con l’intento di raggiungere le coste del South Australia. Questo viaggio fu formulato il giorno in cui si incontrarono in un pub in Mount Isa. Ha così inizio la loro avventura che li porterà dal North Queensland attraverso l’interno del continente, avendo come meta di arrivo, Port Augusta, situata in South Australia.

Alla partenza di quel viaggio, passando da Darwin, nell’estremo nord, alla stazione di polizia locale dove si era recato per informazioni, Thomas venne consigliato di raggiungere un luogo abbastanza lontano da quella fascia di terra che è soggetto alle piogge mansionali durante il periodo estivo, che allagano le pianure sottostanti, mettendo in pericolo la vita di coloro che vengono sorpresi da quelle piogge diluviali.

Egli, preso dalla bellezza dei luoghi in cui si trovava, tergiversò troppo a lungo sulla fascia costiera e non volle nemmeno ascoltare i consigli dettati dalla saggezza ed esperienza di Jolly. Era preso dalla foga di documentare fotograficamente le bellezze selvagge dei luoghi che erano offerti alla vista. Thomas aveva raggiunto i Canyon selvaggi e profondi del Kimberley, uno dei luoghi più incantevoli di quella regione, che presentavano alla base di quei profondi baratri, acque limpide e ricche di pescagione.

Ma in quei giorni, aldilà di quelle scogliere, dalle acque profonde dell’Oceano Indiano, si stavano creando i primi Tifoni annuali. Alle suppliche di Jolly, ancora una volta rifiutò di ascoltare la voce saggia del suo amico e guida che lo premoniva di pericoli imminenti e ben presto giunsero i primi acquazzoni preannuncianti l’arrivo dei monsoni.

Di un tratto i giorni felici terminarono. Le prime piogge giunsero e rapidamente saturarono l’aridità del terreno all’intorno. Ma quello era null’altro che l’inizio. Rapidamente i cicloni formatesi nelle acque dell’Oceano Indiano, si sospinsero con forza inumana e i venti si abbattevano su quelle coste, distruggendo e demolendo qualsiasi cosa che si trovava lungo il cammino. Le piogge, che giunsero con i venti, allagarono tutto all’intorno sommergendo qualsiasi terra nella pianura sottostante. Questo è quanto ci racconta Thomas, ed è quanto pienamente rispecchia nel susseguirsi delle stagioni, anno dopo anno, nella parte North del territorio Australiano.

~*~

 

 

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Ma ora torniamo ai fatti attuali e quanto è avvenuto negli ultimi anni che hanno completamente capovolto la vita abituale in queste località.

Allagamenti, durante il periodo dei monsoni sopra questa fascia di terra, è parte della norma ed è vitale poiché mantiene la vita in quei vasti territori dove esistono gli allevamenti di bestiame. Questi allagamenti avvengano pure, poiché in questa terra non esiste una sufficiente forma di drenaggio naturale, essendo quelle terre troppo pianeggianti e le acque piovane non hanno alcun sfogo verso i mari periferici che sono protetti da alte scogliere. Quindi gli allagamenti fanno facilmente parte della vita locale. Questa può essere una amara realtà che si ripete anno dopo anno in questo entroterra. Nel periodo estivo le acque stagnanti rimangano sul luogo per lunghe settimane e a volte mesi finche, col sopraggiungere di nuove piogge, si vanno a ingrossare, sospingendole verso il sud verso quel più basso bacino del Lake Eyre, che dista oltre tre mila chilometri dal luogo in cui le piogge sono originalmente avvenute.

A contribuire maggiormente agli allagamenti subite a causa dei monsoni stagionali, a volte sono involte pure alluvioni che avvengono sempre a causa dei tifoni che avvengono sopra quelle terre del North Queensland, che sono certamente apocalittiche, con precipitazioni di oltre 500 mm di piogge giornaliere, che vengono a creare all’interno una distesa enorme di paludi quasi stagnanti, che viste dall’alto si presentavano come un mare interno.

Finalmente con inumana lentezza raggiungono quel bacino interno dove molti millenni prima si erano formati i letti di tre fiumi che ora sono asciutti a causa dalla continua siccità. Questi letti asciutti sono gli effluenti che attraversano la pianura desertica e capaci di portare le acque al Lake Eyre durante condizioni straordinarie di alluvioni che avvengono al Nord del continente Australiano.

 

~*~

 

Lentamente le acque che hanno raggiunto questi luoghi trovano la loro via incanalandosi negli arsi letti fluviali e incominciano a scorrere, iniziando il loro cammino per altre migliaia di chilometri verso il bacino di raccolta del Lake Eyre, raggiungendo questa meta finale, molti mesi più tardi dalle alluvioni avvenute al nord, ed incominciano ad alimentare e a riempire quel bacino di sale. Per raggiungere questa possibilità a volte occorre che queste alluvioni si ripetano nel periodo di due o tre anni.

E` possibile rendersi conto delle vastità delle inondazioni sopra queste vaste pianure interne, solamente sorvolando sopra quel territorio e vedere quanto queste inondazioni si siano ramificate lungo tutta la via verso il sud da parte di quelle acque. Si notano dall’alto gli innumerevoli rivoli creatisi da questi fiumi, che si sperdono ed allagano tutta la pianura, e che poi finalmente, ingrossandosi, sono divenute acque correnti sopra quegli stessi letti che prima erano solo solchi tracciati tra le pietre bruciate dal torrido sole e senza un segno di vita.

 

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