Un miracolo nel deserto Australiano

Parlando Nuovamente su Lake Eyre

E DELLA SUA VITA

 

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Anni orsono scrissi per voi lettori un articolo intitolato “Un Miracolo nel Deserto Australiano”

Molti di voi l’hanno letto e altri, più nuovi, che stanno leggendo i miei racconti di vita nel Bush Australiano, saranno certamente interessati a questa parte che ritengo conclusiva in questa mia serie di racconti e che ripubblicherò a questo fine, dopo questa mia introduzione.

Sto leggendo un rapporto trimestrale sulle previsioni metereologiche Australiane e delle loro previsioni della futura esistenza, o per quanto a lungo le acque, provenienti da alluvioni estive nel Nord Queensland, siano in grado di fornire acque sufficienti a mantenere la vita attorno al Lake Eyre.

 

Bollettino in data 20 Dicembre 2011 ci informa:

Salty crust remains as Lake Eyre dries out (La crosta salina riappare mentre il Lake Eyre sta ascigandosi)

Come vedete è una nota di allarme. Sentiamo cosa altro dice

Per tre anni consecutivi le acque provenienti dal nord hanno riempito il bacino di questo lago dell’entroterra Australiano, ma ora il livello delle acque del lago stanno recedendo di ben 30 centimetri per mese (a causa dell’evaporazione). Il direttore del Enviroment Department (dipartimento delle condizioni ambientali) del Sud Australia, ha comunicato che se altre acque non incominceranno a fluire al più presto ci si può aspettare il bacino completamente prosciugato per il prossimo aprile o maggio.

Attualmente, la parte Nord del bacino si è ormai trasformata nella consueta lastra di sale, nonostante vi sia una minima quantità di acque che ancora si riversano nel bacino provenienti dal torrente Warburton.

Esiste una possibilità di buone piogge al nord del continente, che prevedono la formazione della “LA NINA” entro i prossimi due mesi. (LA NINA, è la condizione metereologiche di raffreddamento delle acque dell’Oceano Pacifico e che garantiscono la formazione di piogge torrenziali durante la stagione estiva del Nord Queensland.

Attualmente, Lake Eyre risplende ancora della nidificazione di uccelli sulle sue rive tra l’abbondante vegetazione.

 

WILL LAKE EYRE SEE WATER AGAIN IN 2012?

Bollettino in data 14 febbraio, 2012

 

L’estate ha visto nuovamente piogge abbondanti che hanno causato allagamenti maggiori del previsto e che si stanno riversando sui fiumi di Diamantina, Thomsom, e Barcao. Questi corsi d’acqua sono segnalati come trasportatori di abbondanti acque alluvionali durante gli scorsi due mesi.

Le previsioni sono buone per l’anno 2012, ma per l’afflusso al bacino di Lake Eyre vi è pur bisogno di altre piogge capaci di alimentare acque sufficienti nel luogo di raccolta delle acque alluvionali, prima che vengino assorbite entro i fiumi che conducono verso il Lake Eyre. Come buon conto esistono ancora molte acque rimaste raccolte al nord, dell’anno precedente che assieme alle nuove piogge, saranno capaci a mantenere ancora la vita che si è creata sul lago stesso.

 

 

 

 

 

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UN MIRACOLO NEL DESERTO AUSTRALIANO

Parte 1

Nel passato ho avuto modo diverse volte di descrivere nei miei scritti come la vita nel continente Australiano sia piena di imprevisti e come è possibile nel giro di poche ore o come nel giro di alcuni giorni possono avvenire casi apocalittici, dove le furie degli elementi siano capaci di mettere a repentaglio la vita di molti esseri umani. Questi fatti avvengono per lo più nella parte Nord dell’Australia che è soggetta durante la stagione estiva a precipitazioni di piogge che spesso oltrepassano i cinquecento millimetri giornalieri.

Queste zone sono parte della zona tropicale Australiana che, nello stesso periodo, vengono colpite da cicloni che si generano nelle acque degli oceani, il Pacifico che si trova all’est del continente, oppure l’Indiano che bagna le coste ovest Australiane.

I venti che sospingono questi cicloni, superano a volte la velocità di 250 Km/hr e sono capaci di distruggere tutto quello che incontrano nella loro via, allorché entrano nell’entroterra, causando la rovina di piantagioni, villaggi o città che si trovano lungo la via, causando la morte di innumerevoli animali selvaggi e domestici e spesso tra le casualità vi sono pure perdite di vite umane.

Questo finimondo normalmente è limitato sulla fascia periferica della costa che generalmente cadono di intensità, allorché entrano nell’entroterra e normalmente non penetrano mai più di due o trecento Km nell’interno. Il perimetro costiero Australiano è normalmente costituito con catene rocciose ed altopiani che si sono formati al tempo della creazione e che forma la base indiscussa del continente. La formazione della terra Australiana avvenne quando questa faceva parte del continente Africano. Dal tempo in cui che avvenne la separazione dalla terra madre, incominciò pure l’esodo di questa terra Australe tra le acque degli oceani, muovendosi in un primo tempo verso il Polo Sud, per poi incominciare a risalire verso la parte Nord Est del Globo Terrestre, ossia nella posizione che si trova tuttora.

In quei tempi remoti emergevano dalle acque marine solo quelle scogliere periferiche, mentre nell’interno ha esistito, per un periodo di centinaia di millenni, un mare poco profondo, che a causa di prolungate siccità, incominciò a evaporare tramutandosi in una immensa distesa pianeggiante che è l’attuale area desertica che ricopre la maggioranza dell’interno Australiano. Questa terra discende dal Nord verso le coste del South Australia attraversando tutto il continente per una distanza di migliaia di chilometri.

Su questa estremità che si trova a Sud del continente, nel lontano passato, le acque marine avevano formato un più profondo bacino il quale si trova oggigiorno ad un dislivello di oltre dodici metri al di sotto dell’odierno livello del mare.

Questa località venne scoperta da alcuni esploratori nel 1840 e da allora il luogo apparve sulle carte topografiche e da allora riconosciuto con il nome di Lake Eyre.

Questi primi esploratori, inizialmente, giunti in questa località, credettero che il luogo facesse parte di un mare interno, ma poi realizzarono che questa era null’altro che una spettrale e riverberante lastra di sale che in alcuni punti era dello spessore di ben 1.20 metri. Questa piastra salina era perfettamente levigata e si estendeva su un territorio di ben 9000 chilometri quadrati.

Ma la desolazione continuava oltre a questo letto salino. Al di là di questa frontiera esistevano altre centinaia di chilometri di terreno inospitale, che raramente era sufficiente a dar vita al fugace Kangaroo che si era sperso tra i pochi rinsecchiti cespugli, o a quei pochi rinsecchiti Aborigeni locali che ancora vivono agli stadi primordiali della civilizzazione umana.

Ricordo che nel passato ebbi la testimonianza di un amico che visse in quei luoghi lavorando in una Missione per Aborigeni per ben otto anni. Questa missione venne creata dal governo australiano con lo scopo di essere il primo approccio alla civilizzazione di questi primitivi e nomadici abitanti. Da Luis, il mio amico, appresi molte cose sulla vita nel deserto. Tra l’altro appresi pure che durante quel lungo periodo nella sua permanenza in quelle terre non vide mai cadere una goccia di pioggia. Questo è per darvi una idea di quale sia l’arsura in quei territori.

Quegli avventurieri che per primi scoprirono Lake Eyre, credettero che questo bacino interno si fosse prosciugato milioni d’anni prima, lasciandovi il suo letto ricoperto da una crosta salina, e che dopo quell’iniziale prosciugamento delle acque, non avesse mai più contenuto alcuna acqua. Fu solamente decenni più tardi ed a causa di altre esplorazioni di quel luogo, che fu possibile conoscere il contrario.

Qualora il letto del lago è prosciugato, presenta una pianeggiante e levigata superfice di sale che venne usata negli anni 1963-64 da Donald Cambell nell’attentare di battere il record della velocità su terra con un veicolo. Su questa pista naturale Cambell che precedentemente fu un pilota del Royal Air Force Inglese, cercò e raggiunse record strabilianti, negli anni successivi Cambell divenne un pilota di velocità sia terrestre che marino.

Sulla pista del Lake Eyre Cambell, alla guida del suo Bluebird 7, azionato da un motore a reazione aereonautico, raggiunse nei suoi tentativi l’allora favolosa velocità a una media di 690 Km/hr arrivando a toccare punte di ben 710 Km/hr.

Tutto quanto ho detto sino ad ora è per chiarire di come sia questa località desertica, sia dal lato storico che di quello climatico.

Ora giungo ai fatti del perché oggi questa località sia ritornata all’attenzione pubblica. Sono fatti che regolarmente si ripetono non più di un paio di volte per ogni secolo, allorché subentrino condizioni climatiche speciali che vengono a mutare completamente lo stato di cose che sino ad ora ho illustrato. E` allora possibile vedere la rinascita a nuova vita di questo deserto inospitale.

Appresi per la prima volta questa stupenda verità anni orsono, leggendo con interesse vecchie relazioni sulla vita all’interno di questo continente.

~*~

 

 

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