Viaggiando attraverso l’oriente

Viaggiando Attraverso l’Oriente

Scritto da © Carlo Gabbi – Ven, 09/12/2011 – 05:06

Parte 1

 

 

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Come usualmente faccio, qualora viaggio, non mi prefiggo un programma, o di quanto stare in un luogo invece di un altro. Infatti come meta avevo scelto di andare alle Isole Fijane, ma poi guarda un po’, ho cambiato idea all’ultimo momento, e mi sono diretto ad una meta opposta. Perché mai? Viaggiando considero importante lo stare il più possibile “Off the beaten track”. Già, questa è sempre stata una mia piccola mania. Odio i luoghi troppo affollati. Odio i viaggi organizzati dove tutto e` stato predisposto in anticipo, e dove non si può decidere nulla di propria volontà. Sicché uso prefiggermi una meta iniziale come destinazione, e da lì poi lascio che tutto il resto venga dettato dal caso, mutamenti che desidero avvengano nel modo più imprevisto e casuale.

Così fu quanto avvenne.

~*~
Per chi è uso viaggiare attraverso i paesi asiatici sa bene quanto sia impossibile star lontano dalla calca che sempre ti circonda. Formicai di gente che ti stanno attorno, la quale sembra moltiplicarsi a vista d’occhio. E` a malapena che accetto di passare attraverso questi scali di passaggio obbligatori che si accavallano lungo la via di una finale destinazione.
Nonostante tutto, queste città orientali, sono sempre mete di richiamo e sono conosciute per la loro ospitalità. Questa è una delle ragioni per cui è obbligatorio visitarle almeno una volta. Quindi, se siete novelli viaggiatori, non dimenticate di godere quanto di meglio possono offrire.

Ammetto che il tutto offre molto colore. La calca, le bancherelle dei mercati, il continuo mercanteggiare per ottenere un miglior prezzo per le multicolorate merci che i trovano accumulate in quelle strade affollate sono di obbligo, e che pure troverete nuovo e differente di quanto è uso trovare nelle nostre città e che conosciamo bene.
Anche per me, in questi scali obbligatori, è divenuto abituale accettarli senza lagnarmi e di buon animo. Se solo il tempo me lo consente, faccio una visita affrettata all’intorno, per rinfrescare il sapore, colore e gioia di città come lo sono Singapore, Bangkok, Hong Kong o Manila.
Rivedendole ricordo il piacere che questi luoghi mi hanno procurato durante la mia prima visita. Nella maggioranza dei casi trovo che nel tempo questi luoghi offrono ben poco di nuovo riguardo l’aspetto locale, anche se certamente vi si troverà sempre che vi è stato costruito quel nuovo Hilton o qual altro nome risonante di un nuovo hotel lussuoso, che è stato eretto per dar piacere alle esigenze del turista facoltoso. Per il resto nulla di immutato. Sono rimasti tutti gli innumerevoli mercati, che tutt’oggi troverete ancor più affollati del solito, ma dove è pur sempre possibile trovare a buon prezzo uno dei mille souvenir che si vuole portare a casa.

~*~
In questo viaggio mi ero proposto di  rilassarmi dal logorio della vita quotidiana e di poter ripristinare quel nuovo ossigeno indispensabile a ridonandomi il piacere di trovare cose inconsuete, diverse e piacevoli.
La decisione finale mi condusse per una nuova visita alle isole delle Filippine poiché volevo rivedere luoghi che nel passato mi diedero piacere. Quindi fu d’obbligo fare una scorribanda iniziale al Sud dell’Arcipelago, visitando nuovamente Zambuanga, poiché è un luogo alquanto folcloristico con una storia intensa dei passati colonizzatori Spagnoli, che hanno lasciato sul luogo esempi della loro architettura. Ancor più è un incanto sentire nei locali parlare ancora il vecchio Catalano come era parlato al tempo dei vecchi colonizzatori alcuni secoli fa e che definitamente contrasta con il resto del paese che ha ora accettato di parlare anche tra loro la lingua Inglese imparato dai successivi colonizzatori americani. Faccio presente che il vivere in Zambuanga non è la scelta migliore poiché il luogo è soggetto a continue lotte politiche e religiose, tra Cristiani ed una prevalenza di origine maomettana, che assoggettano il paese ad una continua guerriglia e dove sempre ci scappa il morto e con i rapimenti di persone che sono all’ordine del giorno.
Da qui scesi poi a Cebu, che è la seconda provincia per importanza, e per la verità trovai questa città enormemente cambiata ed il viverci è ben molto più piacevole rispetto a molti anni fa.

~*~
Come destinazione finale, nella ricerca del posto ideale, scelsi l’isola di Palawan che di gran lunga è la maggiore isola che si trova sul lato Ovest dell’arcipelago delle isole Filippine.
E` di questi luoghi che voglio darvi la mia impressione, poiché penso questo possa nfluenzare coloro di voi che intendano andarvi nel futuro, e sono certo che se lo farete sarete completamente compiaciuti della scelta. Troverete che viaggiando attraverso questa isola potrete ricevere contrastanti impressioni, a meno che nessuno vi abbia preparato su quanto vi potete trovare. Palawan offre al turista centinaia di piacevoli destinazioni di cui non rimane null’altro che l’imbarazzo della scelta su quale località scegliere come prima da visitare.
Ma la cosa è alquanto facile, qualora si risiede a Puerto Princesa, che è il capoluogo dell’isola, e che da lì, con l’aiuto turistico locale, troverete facile a coordinare un programma giornaliero di visite ed esplorazioni, le quali sono tutte piacevoli ed enormemente economiche.
Porto Princesa è ospitale e si trova in una posizione centrale per dar via ad un piacevole programma di visite a luoghi che danno gioia nel scoprire la loro bellezza naturale. Vi è un innumerevole gruppo di isole che si distaccano da quella principale, le quali, sono certo, e` il meglio di quanto si può trovare su tutto il rimanente delle 7.000 e più isole che formano le Filippine.

 

~*~

 

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