ESISTE PUR SEMPRE UN DOMANI (EXPECTATION) – VERSIONE ITALIANA – PART 2

PARTE DUE

 

 

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Per la prima volta, dopo mesi di vita nomadica, sentivo una quiete interiore e qualcosa si raddolciva dentro di me creando un desiderio di ritornare ad una vita meno girovaga e la necessità di cercare un posto nuovo e  diverso non esisteva più .Mi accampai alcuni chilometri fuori del paese vicino alla spiaggia dove solo alcuni occasionali passanti venivano per rinfrescarsi nel mare o nel tentare fortuna nella pesca , ma tutto era nuovamente deserto  in un paio di ore .

Un giorno camminando lungo la spiaggia notai un cartello con la scritta “ IN VENDITA”,  eretto in fronte ad una rozza abitazione del passato ma che pur possedeva un certo fascino anche se pur sempre aveva perso parte dell’originale splendore con l’accumolarsi del tempo .Al retro dell’abitazione vi era un frutteto con diverse dozzine di alberi di mangos .

La mia curiosità mi condusse all’ufficio di vendite immobiliari, quando scesi in paese, dove chiesi di ispezionare quella proprietà. “Pura curiosità non è tempo ancora di mettere radici”, mi dissi, ma poi trovai che quella rusticità dell’abitazione centenaria aveva molto fascino. Consisteva in una unica larga stanza dove i muri erano costruiti con larghe pietre di fiume e tronchi di Iron bark grezzamente squadrati con l’accetta. La cucina era separata dalla costruzione maggiore, ed era praticamente un focolare a legna avente alcune pentole in ghisa di colore nerastro. L’interno era spartano con scarsa mobiglia fatta da qualche semplice atigiano del passato. Completamente in contrasto a tanta semplicità  troneggiava in un angolo della stanza un largo e costoso scrittoio di mogano ed una libreria contenente diversi libri dell’epoca passata con pagine ingiallite dal tempo ed odoranti di muschio .

Mi innamorai di quella superficie levigata e fina della scrivania e fui incapace a resistere oltre alla tentazione di possederla. Institivamente scissi un assegno per il deposito, che consegnai all’agente immobiliare, divenendone così il nuovo proprietario.

La mia vita cambiò repentinamente. Avevo di nuovo un tetto al di sopra di me. Avevo un pozzo con abbondanza di acqua dolce e fresca e possedevo un frutteto con dozzine di alberi di mangos con rami carichi di frutti.

Mi sentivo orgoglioso della mia proprietà. Quei libri raccolti sugli scaffali della libreria, erano un tesoro, con alcuni che parlavano del tempo pionieristico ed altri invece che narravano dei viaggi del secolo passato, attraverso gli oceani, provenienti dalle coste Inglesi con quei eleganti brigantini che spiegavano ai venti, quell’immensità di vele dai loro alti alberi, capaci di sospingere il veliero in una veloce corsa, sulle spume degli oceani. Leggendo quei racconti ero riportato indietro nel tempo in cui questa terra venne occupata nell’epoca passata. Storie veramente affascinanti e misteriose nel leggerle in questi tempi odierni.

Ero nuovamente felice e tutti quei libri e quella meravigliosa scrivania contribuirono a far rinascere in me il desiderio di scrivere che ho pur sempre posseduto. Le dita potevano ora nuovamente scorrere veloci sulla tastiera, capace di creare musica per le mie orecchie, mentre le parole sgorgavano come rivoli fuori dal mio animo.

 

~*~

 

Ebbi modo di conoscere Sera al locale Pub dove mi recavo per una casuale pinta di birra assieme alla cena nelle mie serate di ozio. Sera lavorava in questo posto e la notai per la sua inconsueta bellezza e per quei movmenti veloci nel servire I clienti e sempre donando loro un sorriso smagliante

Il susseguente mattino, mentre camminavo sul bagnasciuga della spiaggia, venni sorpassato da una persona che correva verso l’estremità della spiaggia. Era Sera che passandomi mi salutò con la mano inviandomi il suo ‘Buongiorno’ in una voce limpida.

Le risposi, sebbene sul momento non la riconobbi, in quel mattiniero aspetto atletico e alquanto diverso da come la vidi la sera precedente al Pub locale.

Sera raggiunse la fine della spiaggia e poi se ne ritornò, sempre correndo, e quando stava per sorpassarmi, le feci un saluto con la mano alzata. Nello stesso tempo le chiesi:

“Perché non ti fermi per una tazza di caffè a casa mia?”

Non sembrò sorpresa dal mio invito e con un largo sorriso replicò: “Con piacere.”

Il vivere in una piccola comunità dove risiedevo ora, la gente conosce il tutto degli ultimi arrivati.

Camminammo assieme scambiando alcune frasi di convenevoli sinche’ si giunse a casa, dove sedemmo sulla veranda, rinfrescata dalla brezza marina. Sera volle preparare la colazione per entreambi e alla fine con voce pratica soggiunse “La mia mattinata è libera e se non ti dispiace, vattene a fare le tue cose usuali. Il tutto qua all’intorno è una disgrazia ed ha bisogna di una mano esperta di donna per ritornare ad un modo presentabile e lucente.”

Mi lasciò senza parole e Sera vedendo il mio imbarazzo aggiunse:

“Sono tua vicina di casa e faccio questo volentieri per te, purché questo non ne diventi un’abitudine. Nell’isola da dove provengo è parte delle nostre consuetudine aiutarci come vicini e così lo faccio per te nel modo migliore consentitomi dalle nostre tradizioni.”

Quello fu il principio della nostra amicizia. Con il passar del tempo Sera divenne sempre più indispensabile sia per il suo aiuto nelle faccende domestiche, così pure per tutti quei pratici consigli che mi dava.

Diceva: “Bisogna rastrellare le foglie cadute sotto gli alberi e bruciarle, il loro fumo acre terranno lontano le mosche del frutto ed i frutti saranno sani. Questo è quanto faciamo nella nostra isola.”

Inoltre zappò attorno alla casa preparandovi l’orto con il commento: “Il terreno è veramente fertile e l’acqua abbonda nel pozzo. È tempo di coltivare ‘Dalos e Cassavas’ per noi. Questi frutti sostituiscono le patate, li troverai deliziosi.”

Nei giorni che non lavorava nel Pub, preparava la nostra cena, e in questo modo Sera entrò a far parte della mia vita, e divenni dipendente a quelle sue attenzioni. Passavamo parecchio tempo assieme e nelle sere calde ci confidavamo segreti del nostro passato. Raccontavo a Sera come la mia vita vosse stata rovinata da amare esperienze e lei pure mi parlava di se stessa.

Sera mi raccontò: “Quando vivevo a Suva venni a conoscere uno dei tanti Indiani che vivono là. Ero giovane e Raj era attraente e pieno di attenzioni per me. Non gli chiesi mai di sposarmi. Entrambi eravmo ancora troppo giovani e volevamo risparmiare del denaro prima del matrimonio.

Periodicamente Raj visitava la famiglia che viveva sulle coste orientali dell’isola ed una volta al suo ritorno gli chiesi se non avesse mai accennato ai suoi genitori della nostra relazione e del nostro amore. Rispose che nelle loro tradizioni il matrimonio ha una concezione diversa dal modo in cui noi lo vediamo. Disse che qual ora il tempo fosse maturo informerebbe la sua famiglia al riguardo. Ma le cose non andarono in questo modo. Un giorno rientrò dalla consueta visita alla sua famiglia e poi brutalmente mi disse che i suoi parenti avevano arrangiato un matrimonio per lui con una giovane locale e che lui era obbligato, per rispetto ai suoi parenti ed alle tradizioni del suo popolo, ad accettare questo contratto matrimoniale. Non ero preparata a tali rivelazioni e quello fu il termine della mia relazione con Raj, anche se a tutt’ora non ne sono completamente ristabilita”.

“Ma Sera” le dissi “Devi cercare di dimenticare tale esperienza e ritornare alla tua vita.      So che sarai una moglie meravigliosa per qualcuno nel tuo futuro. Vedi anch’io ho sofferto nel mio passato. Ma ora attraverso la tua amicizia e a tutte le attenzioni che mi dai, penso che pur sempre esiste un futuro. Vi è pur sempre un domani, purché tu abbia speranza e tu possa credere in coloro che ti circondano!”

E Sera rispose: “Si anch’io ho sogni per il futuro! Un futuro in cui possiamo essere assieme ed uniti in una famiglia. Ma mio caro amico il tutto è ancora prematuro, poiché soffriamo ancora per il nostro passato. Non abbiamo ancora raggiunto la maturità per fare quel passo decisivo nelle nostre vite. Certamente oggi è troppo presto per tale decisione, è meglio attendere. Per noi esiste pur sempre un domani. “

fine

 

 

 

 

 

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