Rovistando nel cassetto del Passato

Rovistando nel cassetto del passato

 

 

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Scritto da © Carlo Gabbi – Mer, 11/05/2011 – 12:14

Tempo fa pubblicai qui il primo capitolo di “An Amazing Story, Tutto incominciò a Rio”

Penso che molti di voi lo hanno letto e se lo ricordano ancora.

Parlava di Dolores e di come dopo anni abbiamo potuto riallacciare quella catena affettiva che si era interrotta inaspettatamente.

Conobbi Dolores quando era ancora bambina nella sua nativa Rio. Era una ragazza incredibilmente intelligente e precoce che mi poneva domande molto più grandi di lei.

Dolores poco conosceva il padre, poiché un giorno aveva lasciato il letto coniugale e la famiglia per una giovane sgualdrina locale. Questione di sesso e forse un po’ un costume che è alquanto frequente in quelle terre di samba e desideri amorosi infuocati.

Dolores, poco dopo che fummo assieme, nei suoi occhi infantili, mi vide come un padre ed era desiderosa non solo di affetto ma anche di tutto quel supporto morale per risolvere i molti problemi quotidiani nella sua ansia di apprendere nel tempo più breve quanto il mondo presenta nella vita.

Io pure in quei giorni sentivo il bisogno di avere un affetto figliale, dopo un fallito matrimonio e la perdita dell’amore della mia unica figlia, che caduta sotto lo stretto pugno materno se ne stava accovacciata dietro la madre che la coercitiva nei suoi voleri.

Così fu una cosa naturale che gli scambi affettivi tra me e Dolores potessero continuare anche dopo la mia partenza da Rio e rimanemmo in contatto telefonico anche dopo il mio ritorno in Australia.

Fu a quei tempi che per rallegrare la giovane Dolores scrissi per lei alcune storie infantili per introdurla alla vita campestre di questo vasto territorio Australiano che molte volte è contrastante ed enigmatico, dove la natura selvaggia può bizzarramente donare o distruggere vite umane ed i luoghi.

Fu dopo questa mia introduzione della storia di Dolores a voi lettori che rivangai alcune di quelle semplici storie che scrissi a lei in quei giorni passati.

Penso di fare piacere alle molte mamme o papà tra voi, che alla sera, come nei tempi passati, usa ancora narrare storie della buonanotte ai loro pargoli. Ricordo quanto nel passato come ragazzo attendevo quelle storie interressanti che mia madre mi narrava, ed ho certamente rimpianto di quei tempi lontani.

Ho pensato quindi di tradurre una di queste mie semplici storie cosicché voi, padri e madri, le potete leggere ai vostri bambini. Dite loro che la storia è giunta in Italia portata da quel vecchio San Nicola Australiano che aveva un carro trainato da cammelli, il quale era ripieno di Kangaroos, Koalas, ed Emus mentre i Kookabuuras lanciavano il loro urlo di guerra, dall’alto del loro Eucaliptus nel mentre si gettavano a picco ad ali chiuse verso il basso, per colpire col becco accuminato quel serpente nero e velenoso che passava al disotto nel territorio designato a loro come regno incontrastato.

 

Eccovi ora La Storia di “UNCLE CHARLIE’S FARM”

 

 

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Uncle Charlie has a farm. hea hea ho

In the farm are the emus hea hea ha

“Hai mai sentito parlare degli Emus, Annie?”

“No, Uncle Charlie, sono anche gli Emus animali Australiani?”

“Si Annie, Gli Emus sono uccelli immensi che uguagliano per grandezza gli Struzzi Africani. Questi due uccelli sono cugini. Infatti nel passato l’Australia era un pezzo d’Africa. Penso che conosci un po’ gli struzzi Africani, o per lo meno hai visto la loro foto.”

“Mi piacerebbe avere uno struzzo come amico.” Rispose Annie.

“Be forse posso accontentarti in qualche modo, Annie. Vedi gli struzzi e gli emus sono molto simili in apparenza. Emus sono i nostri veri struzzi ed appaiano pure nel nostro emblema nazionale. Vivono solamente qui in Australia, nel OUTBACK, ovverossia quella terra dove solo l’aborigeno vive assieme a quegli animali caratteristici.”

“Mi piacerebbe vederli volare… Forse mi porterebbero sulle loro groppe.”

“No Annie, non sanno più come volare. Sono troppo pesanti e le loro ali non li possono sorreggere.”

“Ohhhhhhhh, che peccato!”

“Be non volano con le ali, ma se li vede correre… veramente volano veloci sulle loro lunghe gambe. Se li vedesti, sono proprio belli ed eleganti.”

“Quanto mi piacerebbe vederli, Uncle Charlie.”

“Penso ti posso accontentare, Vieni con me, andiamo a veder cosa troviamo laggiù sotto quegli alberi. Ma promettimi di stare attenta e non passare al di là di quella rete di confine.”

“Ohhhhhhh si li vedo ora. Come sono belli e grandi, Uncle Bill.”

“Non avvicinarti troppo Annie! Attenta, sono ladri patentati, prima che te ne puoi accorgere ti rubano quanto hai in mano.”

“Mi piacerebbe giocare con loro, forse si lasciano toccare se do loro la mia mela.”

“Ho una piccola sorpresa Annie. Vieni con me laggiù sotto quella tettoia.”

Annie gridò con gioia all’arrivare a quella costruzione. “Come sono carini questi animali, Uncle Charlie. Cosa sono?”

“Vedi questi sono giusto usciti dal guscio che li racchiudeva, Sono babies Emus. Con loro penso puoi giocare. Se ti prendi cura di loro ti seguiranno ovunque tu vai.”

“Davvero, Uncle Charlie? Si sono adorabili. Cosa devo fare?”

“Da domani saranno sotto la tua responsabilità. Li porterai a camminare, Sai hanno bisogno di irrobustire le loro gambe per divenire grandi e belli.”

“Si davvero? Ma cosa devo fare veramente?”

“Molto facile Annie. Tu cammini in fronte a loro cantando una bella canzone. Ti garantisco che ti riconosceranno subito e come piccoli soldatini eseguiranno tutti i tuoi ordini. Saranno ubbidienti. Si fermeranno quando ti fermi o correranno se tu corri.”

“Ohhh, Uncle Charly, quanto sono felice!”

 

 

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