Accadde Attorno il Golfo del Messico – Versione Italiana – Parte 9

Accadde Intorno al Golfo del Messico

Edizione Italiana Parte nona

 

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La notizia del ritrovamento della tomba di Lord Pascal fu accolta con piacere da Rick Sullivan, il mio sponsor, sebbene io avessi trattenuto di comunicare sia a lui che al governo Messicano l’importanza di tale scoperta. Prima di parlarne apertamente, volevo essere in possesso di tutti i segreti che erano racchiusi nella cripta della piramide.

Dopo la scoperta della tomba di Lord Pascal i lavori in corso al nostro campo, vennero completati al più presto. Si era ora in possesso di quelle facilità che rendevano più confortevole la nostra vita nella Città del Sole. Era pure in costruzione una strada che ci avrebbe unito all’Isola dei Pescatori, che progrediva spedita. Si aveva ora a disposizione, due Jeep e un autocarro a quattro ruote motrici attrezzato con una gru per il sollevamento di materiali pesanti. Questi mezzi ci erano stati donati da sponsor minori.

Era stato pure installato un generatore elettrico, capace di produrre abbastanza elettricità per tutti i nostri fabbisogni, inclusa l’aria condizionata nei luoghi di importanza vitale e nei dormitori del campo. Finalmente si possedevano i necessari servizi igienici indispensabili per il consistente gruppo di persone che ora viveva continuamente al campo base.

Un sistema di ventilazione era stato installato alla piramide capace di estrarre l’aria stagnante che si condensava nella sottostante camera funeraria e, quello era il luogo dove io e Maria si passava diverse ore del giorno nel delicato lavoro di ristorazione dei magnifici murali nel tentativo di riportarli all’antico splendore. Questi affreschi si trovavano pittati sulle pareti della camera funeraria, ed erano in un buon stato di conservazione.

Nel dipingere gli affreschi l’artista aveva usato pigmenti primitivi e brillanti ed ora, dopo quei murali erano stati ripuliti, risplendevano della vita lontana di Lord Pascal. Raffiguravano scene di caccia, visite di dignitari che donavano offerte al sovrano di cose preziose, e altre raffigurazioni di vita famigliare del sovrano. Tutti questi affreschi erano di grande valore storico poiché rappresentavano il tempo in cui la Città del Sole aveva raggiunto la massima potenza. Nelle due camere attigue a quella funeraria, furono trovati oggetti di valore appartenenti a Lord Pascal, e necessari per accompagnarlo nel viaggio entro il regno dei morti.

Tra i relitti trovati, di grande valore era una collezione di tavolette di marmo, ben lucidate e inscritte nella lingua Maya, le quali rappresentavano le regole di etica di quel tempo, e che Maria pazientemente stava traducendo.

Tra i molti artefatti fu trovata una maschera funeraria, in giada, di Lord Pascal, e assieme a questa vennero alla luce un innumerevole quantità di statuette che rappresentavano diverse divinità, che erano adorne con aquile e serpenti. Esisteva pure un’altra raccolta di tavolette di pietra che rappresentavano minutamente i due diversi calendari, usati del popolo Maya. Il primo, era accurato, e della durata di trecentosessantacinque giorni, che era di uso giornaliero del popolo, mentre il secondo era riservato esclusivamente al rito religioso, che comprendeva un anno di duecento sessanta giorni.

Queste erano per me di valore, ugualmente, quanto consideravo fosse la più preziosa e di maggior interesse, era il coperchio del sarcofago di Lord Pascal. Era un vero capolavoro d’arte Maya ma ancor più nell’essenza appariva un enigma, che sin dal primo sguardo rivelava di poter dare diverse interpretazioni, a seconda da quale lato si osservasse la pietra sepolcrale. A primo sguardo sembrava fosse la rappresentazione di credi religiosi, m a ben intuivo che sarebbe occorso un lungo studio per giungere a una conclusione finale per la quale era necessario un lungo lavoro e la approfondita conoscenza della loro mitologia. Ben sapevo che sarebbe stato necessario l’aiuto di un esperto per raggiungere conclusioni finali e positive.

Avevo fatto diverse fotografie del coperchio del sarcofago e feci ingrandimenti di quelle, in modo di poter studiare le varie prospettive, raggruppando tra loro ogni possibile combinazione, e in questo modo, cercare di interpretare il vero significato lasciatoci dall’artista, e capaci di dare tutte le risposte alle diverse credenze mitologiche. Tuttavia, sino ad ora, il lavoro diveniva sempre più misterioso, e forse molto lontano dal vero significato, in quell’ingarbugliato rebus, lasciatoci dagli ingegnosi Maya, che tenacemente manteneva il segreto.

In cerca di aiuto parlai con Maria dei miei problemi e mi rispose: “Solamente colui che è a completa conoscenza dei miti e delle profezie dei Maya potrà interpretare il pensiero dell’artista, che ha voluto tenere nascosto, nel suo capolavoro di arte e di ingegno. Penso che chi ha il potere di leggere i misteri nascosti, si trovi più vicino a noi di quanto tu possa pensare. Non lo devi cercare in una larga città oltremare e pensare sia un competo conoscitore perché viva seppellito sotto tonnellate di scartoffie. Colui che abbiamo bisogno vive vicino a noi. Se bene ti ricordi un giorno ci disse che lui è il guardiano della Città del Sole e delle sue leggende. Te ne sei proprio dimenticato?”

“Naturalmente hai ragione. E` il nostro Vecchio Sacerdote che possiede poteri magici. Ti devo ringraziare per il tuo continuo aiuto, che sempre sa risolvere i miei problemi.”

“Sono sicura che il Sacerdote sia la giusta persona, in più ci è anche amico. Preparerò un canestro di cibo da portare a lui e, così pure alcune offerte da sacrificare agli Dei. Mi farai sapere quando sarai pronto per andare a visitarlo.”

“Da parte mia devo preparare una serie di fotografie del sarcofago, da dare al nostro Sacerdote da studiare e, pure scrivere un promemoria delle cose importati da parlare con lui. Avrò bisogno di una buona giornata. Penso, cara Maria, che all’Isola dei Pescatori ci concederemo qualche giorno di riposo. Io dedicherò il mio tempo libero alla pesca, mentre il Vecchio Sacerdote sarà a contatto con gli Dei per propizi intercessioni. Inoltre ho intenzione di invitarlo a venire con noi alla Città, sicché possa vedere e studiare sul luogo, il coperchio del sarcofago di Lord Pascal.”

 

~*~

 

Fummo costretti a posporre la nostra visita alla Isola dei Pescatori, perché al nostro ritorno al campo trovammo una email da parte di Rick Sullivan della Texana che diceva: “Finalmente posso concedermi una settimana di stare lontano dai molti impegni di lavoro. Verrò così alla Città del Sole perché ho il sentore che lì qualcosa di veramente importante stia avvenendo, nonostante, come al tuo solito sei schivo a farmelo sapere. Arriverò da voi il prossimo venerdì. Assieme a me vi sarà un’altra importante persona. Spero preparerai un regalo a sorpresa per noi che sia degno di arricchire il museo di arte Maya della Texana che verrà aperto al pubblico nelle prossime settimane.” L’email era debitamente firmato da Rick.

Dopo un lungo contrattare la Texana aveva finalmente ricevuto l’approvazione da parte del Governo Messicano, di aprire questa nuova galleria d’arte Maya in Dallas. I pezzi esposti sarebbero stati donati dal Governo Messicano come un loro buon auspicio, ma che erano una cosa ben dovuta per ricompensare la Texana per l’esorbitante costo sostenuto nei lavori di ritrovamento della Città del Sole.

Penso che entrambe le parti, Rick Sullivan da un lato e il Governo Messicano dall’altro lato, pensavano di aver ottenuto in quel modo, il meglio del baratto negoziato tra le parti in questione. Rick nel ricevere tale incomparabili pezzi d’arte per il suo museo, mentre il Governo del Messico sentiva di ricevere in dono un’intera città, ricca di enormi tesori degli antichi Maya.

 

~*~

 

 

 

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