ACCADDE INTORNO IL GOLFO DEL MESSICO – Edizione Italiana – Parte 7

Accadde Intorno al Golfo del Messico

Versione italiana Parte settima

 

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Mi sentivo ossessionato. Durante la notte non avevo pace, e la mia immaginazione lavorava furiosamente alla ricerca del modo come avrei potuto risolvere il segreto del passaggio, che ero certo esisteva, ma ero incapace di trovare, segreto ben preservato nel giro di centinaia di secoli. Pensavo che questo possibile corridoio fosse stato nascosto in un modo semplice e ingegnoso, e per questo motivo difficile nell’essere trovato.

Come avrei potuto rompere quel mistero Machiavellico?

Nottetempo avevo ispezionavo le pareti della piramide, con l’aiuto di una fotoelettrica, questo un modo che sempre ho trovato efficace, per scoprire dettagli tra le connessioni delle pietre, impossibili di notare alla luce del sole. Tutti questi furono sforzi invani!

Il lavoro di archeologo come prima cosa insegna ad essere pazienti. Nulla si trova facilmente e innanzi tempo. Così pure molti dei ritrovamenti avvengono nel modo più banale e casuale. Bisogna essere buoni osservatori e tener nota dei mille piccoli dettagli che si vedono durante le ispezioni, poi alla fine, inaspettatamente la pazienza verrà ricompensata.

Così lo fu pure questa volta e finalmente arrivò quel giorno fortunato lungo il mio cammino.

Per la millesima volta stavo ispezionando il pezzo monolitico che formava il pavimento del tempio. Una volta ancora scrutavo in ammirazione i bassi rilievi cesellati sul marmo, quando notai un’anomalia in un angolo di quella larga pietra. Studiando meglio il particolare sembrava che originalmente, in quel luogo, fosse stato intagliato un foro di un certo diametro, e poi, per qualche ragione, fu accuratamente riempito con un misto di cemento e polvere della stessa pietra per mascherarne l’esistenza… In un baleno capii cosa potesse essere e … il mio cuore accelerò i battiti. Affannato, con il sospetto in me, mi precipitai a verificare gli altri tre angoli di quel pezzo monolitico, mentre il sospetto cresceva in me…

EUREKA alla fine gridai a squarcia gola!

Si, pure gli altri angoli della pietra, come avevo sospettato, indicavano l’esistenza di un foro iniziale e poi debitamente mascherato con il riempimento.

Congetturai che possibilmente quei fori furono fatti per passare attraverso loro una grossa fune di canapa per poter sospendere prima, e poi deporre sopra la cavità sottostante, quel pezzo di pietra monolitica? Perché poi tutto era stato debitamente mascherato?

La debita conclusione era che chi creò il luogo voleva che la pietra non venisse più rimossa da alcuno. Semplicemente volevano che nessuno violasse la santità del luogo sottostante. Volevano impedire che vi fossero intrusioni di malintenzionati e mantenere per sempre il segreto di quanto vi fosse racchiuso al di sotto di essa.

Ero completamente esultante per la mia scoperta. Chiamai ad alta voce Maria che si trovava ai piedi della piramide, intenta nel suo lavoro di decifrare scritte incise su alcune colonne rovesciate sopra il suolo. Maria salì rapidamente la lunga scalinata e la informai di quanto avevo trovato, informandola cosa pensassi di quei fori. Maria alla fine era ugualmente eccitata quanto me di quella fortunata scoperta.

“Si`, Charlie, quanto dici è come le cose avvennero. Lo scopo di quei fori furono per poter far passare una grossa fune e poter deporre la pietra sopra un possibile passaggio sotterraneo e nascondere all’occhio quanto esiste al di sotto.”

“Quello fu pure il mio pensiero. Ora dovremo lavorare nel modo inverso. Innanzi tutto abbiamo bisogno di un argano posto al di sopra della pietra monolitica e passare gli appropriati cavi ai quattro angoli e poi alla fine poter sollevare quella pietra immensa… tenendo per bene le dita della mano incrociate per scaramanzia e sperare nella nostra buona fortuna. Dimmi cosa pensi sarà il segreto racchiuso là sotto?”

Occorse una buona settimana di fatica per i lavoratori Maya a nostra disposizione, per costruire la debita impalcatura necessaria al lavoro di sollevamento della pesante pietra monolitica. Finalmente, quando tutto fu propriamente fatto, si incominciò a sollevare centimetro per centimetro quel sigillo di marmo. Nel mentre avveniva il sollevamento, un denso maleodorante odore di rinchiuso veniva risucchiato dal di sotto. Ero trepidante e Il mio cuore batteva all’impazzata nel desiderio di sapere cosa fosse al di sotto. Le nostre lampade, ebbero all’inizio difficoltà ad attraversare l’aria densa risucchiata dalla profondità, poi, come l’aria si rischiarava, riuscimmo a distinguere l’esistenza di una ripida e alquanto stretta scalinata che conduceva al di sotto, verso il centro della piramide.

Finalmente era giunto il giorno tanto desiderato di un ritrovamento di grande rilievo a coronare il nostro duro lavoro sin dal giorno del nostro arrivo alla Città del Sole.

Ero ansioso di esplorare al più presto quanto fosse nascosto alla base di quella scala.

 

~*~

 

Purtroppo, come archeologo, dovevo attenermi al rituale dovuto per una scoperta che si presume importante. Bisogna attenersi alle regole di una dovuta documentazione visiva e etica.

Ogni passo deve essere documentato e registrato con foto e vari film, accompagnato pure dalla voce di chi presenta i ritrovamenti e che racconti, passo a passo quanto stia avvenendo.

Questo è una documentazione dovuta per i posteri, per dimostrare loro che siano state prese tutte le precauzioni per non distruggere, nella fretta del momento, evidenze importanti, lasciateci da coloro che furono i costruttori del luogo. Suppongo questo sia una cosa necessaria capace di comprovare la veracità della scoperta. E` necessario quindi di essere continuamente di fronte alle fotocamere, indicando quanto si fa mentre si procede lungo il percorso e di numerare quanto si vede, senza però rimuovere dal luogo alcun oggetto descritto. Questo per me è sempre stato il punto cruciale, perché toglie il piacere della scoperta stessa. Dopo tutto, era il sapere che quel momento mi era costato oltre due anni di un lavoro snevante e faticoso, versando fiumi di sudore nella continua fatica di ricerca in condizioni climatiche esasperanti. Disillusioni e anche molte speranze, di raggiungere il giorno tanto desiderato da una ricompensa, capace a ripagare in modo adeguato tutte le fatiche incontrate. Quindi in questo stato d’animo non ero nel giusto stato d’animo e nel modo di pensiero per sottomettermi alle volute realtà dall’eticità delle regole stabilite. Mai, come in questo momento, desideravo di essere l’unico che potesse avventurarsi alla scoperta di quanto fosse racchiuso al di sotto di quel buco. Sentivo che mi era dovuto come una cosa personale e questa fosse delicata quanto può essere l’amoreggiare con la propria amata.

 

 

 

~*~

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