SUCCESSE ATTORNO IL GOLFO DEL MESSICO – Edizione Italiana – Parte 3

Parte Tre

 

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L’elicottero volò basso sopra le acque seguendo le curve del fiume. Più si entrava all’interno e più, la vegetazione della giungla al di sotto di noi, diveniva fitta. Il fiume creava tutt’attorno degli acquitrini, e i corsi d’acqua si rompevano dal ramo principale del fiume, correndo rapidamente, per poi riunirsi nuovamente in piccoli rivoli, creando un innumerevole numero d’isolotti sabbiosi. Risalendo verso monte, il fiume aveva creato una calma laguna, divisa in due larghi canali, dove al suo centro, si notava un isolotto di una certa consistenza sul quale, sorgeva a vita un villaggio di pescatori. Tra le capanne, si vedevano stese ad asciugare le loro reti, mentre un paio di pescatori erano intenti a rammendarle, dove fosse necessario.

Questo era senz’altro l’ultimo luogo abitato, poiché da quel punto, salendo controcorrente, la giungla iniziava immediatamente dopo il villaggio e, col salire, si ingigantiva in un modo selvaggio, soffocando ogni possibilità di vita umana.

Era ormai sopraggiunto il tardo pomeriggio e, il sole abbassandosi sopra l’orizzonte, gettava lunghe ombre verso l’est.

Si sorvolava ora sopra l’area che, un paio di settimane prima, i tecnici della Texana avevano scattato quelle fotografie, capaci di rivelare l’ombra di una piramide Maya, e da quelle foto tra le mie mani, si notava di fianco a essa l’esistenza di una zona pianeggiante. L’elicottero volava ora lentamente, aspettando si ricreassero le stesse condizioni di luce, per consentire a noi di vedere, proiettata sopra il terreno, l’ombra della piramide Maya.

In quella latitudine tropicale è noto che il sole cala rapidamente, e lasciava a noi pochi preziosi minuti di semi-oscurità, per individuare il luogo da noi desiderato, prima che il cielo fosse inondato dalla completa oscurità. Perdendo quegli attimi preziosi sarebbe svanita per quel giorno la possibilità di vedere l’immagine riflessa sopra il suolo.

Improvvisamente si udì la forte voce di Rick gracchiare entro i nostri microfoni, “Gira l’elicottero di 180 gradi, pilota, quanto stiamo cercando, si trova alla nostra destra.”

Come l’elicottero cambiò rotta, potemmo distinguere tra la vegetazione, che in quel luogo era più rara, un lungo corridoio, sopra il quale, si vedevano riflesse le ombre inconfondibili di una tipica piramide Maya. Tutto il resto del luogo sottostante era brutalmente sepolto sotto una densa coltre di vegetazione, cosa tipica in quel luogo della foresta tropicale.

Mi sentivo giubilante, certamente quanto avevo appena visto, erano i resti di una città Maya, sebbene il tutto fosse nascosto tra la lussureggiante vegetazione.  Istintivamente alzai il pollice verso Rick.

“Yes Partner, la nostra città è al di sotto di noi. Ti sono grato per avermi dato questa possibilità.”

Prendemmo foto sin tanto che fu completamente buio, poi l’elicottero ritornò alla base di partenza, la piattaforma della Texaco ancorata nella prossimità della costa. Quella sera, assieme a Rick, ebbi lunghe discussioni inerenti la nostra scoperta.

“Sembra che la città sia stata abbandonata centinaia d’anni or sono, molto prima che i Conquistadores occupassero questa parte del Messico. Sono alquanto sicuro di quest’asserzione. Non conosciamo i veri motivi dell’abbandono della città da parte dei suoi abitanti, ma certamente, dopo l’esodo di quel popolo, la vegetazione tropicale ebbe il sopravvento ricoprendo le costruzioni della città e nascondendo quei resti per lunghi secoli.”

“Devo ammettere che la fortuna ci ha arriso. Dimmi Charlie, come intendi giungere alla città?”

“Possiamo usare barconi fluviali di gomma, e giungere con quelli sino all’isola di pescatori e poi lì stabilire il nostro campo base. Da quel punto sarà più arduo proseguire. Dovremo tagliare con il machete, un corridoio entro la foresta sino a raggiungere la collina dove si trova la città. Con noi porteremo un limitato equipaggiamento. Più tardi avremo bisogno di un appropriato equipaggiamento e gente capace nel primo lavoro di ricerche.

“Penso vi siano buone dieci miglia dal campo base dell’Isola dei Pescatori, per raggiungere la città Maya. Per ora una strada non è una cosa di vitale importanza. Saremo inizialmente un numero esiguo di persone e taglieremo con il machete il passaggio necessario mentre procederemo nel cammino. Sarà un lungo e faticoso lavoro, ma l’unico che conosca per giungere sul luogo voluto”

“Quando sarai pronto d’andare?”

“Penso tutto sarà pronto entro un paio di mesi.”

~ * ~

 

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