Quei giorni assieme in Java (Parte 5)

 

Parte quinta

 

Era prossima la mezzanotte quando la Venere Ambrata venne a sedersi al mio fianco, “Sono annoiata da morire, mi offra da bere, per favore.”

“Certo. Un martini?”

“Qualcosa di più forte per poter ricreare la forza di sorridere nuovamente e dar inizio al buon umore. A double wisky on the rock will do fine, please. Sono Francisca e tu?”

“Gianni, piacere di conoscerti.”

“Where do you come from? Scommetto sei Italiano.”

“Do you speak Italian? Dove l’hai imparato?”

“A Roma, ho studiato là come farmacista per un anno, ma mi sono laureate a Sydney. Dimmi Gianni, perché` mai hai lasciato la bella Italia?”

“E` una domanda che mi sono posto troppe volte fino all’esaurimento. Fu quando pensavo veramente al ritorno che capii che era troppo tardi. But in confidence, I’m not homesick.”

“Me too, whenever I am abroad. Mi sento homesick degli altri paesi, quando sono a casa. Beside, my countrymen hate me.”

“Perché mai dici che i tuoi Connazionali ti odiano? Come posso crederti? Sei la più bella donna nella sala ed ho notato come tutti ti ammirano…”

“Già, tutti meno che gli Indonesiani. Mi trovano troppo diversa da come loro pensano la loro donna perfetta dovrebbe essere. Per loro la donna deve avere una carnagione molto chiara. Sicché io sono per loro troppo scura. Poi la donna deve portare capelli lunghi e lisci. Io invece li tengo tagliati corti sulla nuca, (questo come disdegno verso loro ed esprimere il mio logico disgusto.) Infine le loro donne devono essere sempre docili e servili ai loro voleri, rispondendo prontamente al loro comando. E qui è esattamente dove sta il mio forte. Nessuno, sino ad ora mi ha fatto genuflettere al loro volere. Comprendi ora Gianni di quanto diversa sia dal loro tipo femminile?

“Poi, come ultima cosa, e credo lo hai già intuito, mi piace essere indipendente, di fare a modo mio come l’opportunità del momento m’indica sia più opportuno. Questo è il motivo per cui stasera, stanca da morire, ho lasciato quei giovani a finire di azzuffarsi tra loro in inutili discussioni. Avrebbero dovuto chiedermi direttamente, ma nessuno, in tutte quelle ore assieme, fu capace di invitarmi di passare la notte in buona compagnia. E poi vogliono chiamarsi uomini, ma sono senza coraggio e negativi nella loro maschilità, sanno dire unicamente parole semplici e banali…mi comprendi vero? Naturalmente mi hanno stancata da morire.”

“Accidenti che bel tipo sei! Ma dimmi allora, come fai a vivere in questa civiltà Islamica? E cosa mai pensa tuo padre del tuo modo di fare?”

“Questa è la ragione che vivo da sola nella nostra casa di campagna. Tutti gli altri se la godono nella casa paterna in Jakarta.”

“Questa non è una risposta valida alla mia domanda. La devo ripetere?”

“Ok. Va bene! Ho zittito mio padre e l’ho ammonito. Gli ho detto che dopo tutto è colpa sua, perché ho imparato dal suo modo di vivere. Gli dissi che faccio null’altro che seguirlo nei suoi stessi passi e apertamente gliela cantai pure, ‘Voi uomini siete tutti porci. Per voi va bene avere mogli e concubine e ve ne infischiate se la povera donna che vive con voi sia felice. Volete che sia la vostra schiava e disponibile a tutti i vostri sporchi voleri.’

“Dovresti aver visto mio padre! Era diventato rosso come un gallo, sbuffava da morire, ma poi alla fine sbottò in una risata assieme a me.., ‘Non ho figli maschi, ho solo femmine. Tu sei l’unica ad avere quel caratterino e mi piaci. Sei un maschiaccio.’  Dopodiché tra le risa, mi ha abbracciato e mi ha detto, ‘Brava Francisca, sei coraggiosa. Questo è il modo come ti ho sempre voluto. Sei proprio mia figlia e sono orgoglioso di te.’  Fu un paio di settimane dopo quella discussione, che come premio mi offrì di essere sua partner in affari.”

“Sicché anche tuo padre è farmacista?”

“Ma che scherzi? E` un generale ed è anche potente. In Jakarta tutti lo riveriscono.”

“Davvero mi stupisci, Francisca. Mai e poi mai avrei pensato di trovare tale “FEMMENA” come tu sei, qui in Indonesia.”

“Caro Gianni, lo sai che mi piaci pure? Cosa fai qui in Java e quanto a lungo stai?”

“Sarò qui alla piantagione per una settimana. Non ho ancora deciso cosa fare dopo. Sono venuto come turista, desidero vedere e conoscere un po` il paese. Per fare ciò ho bisogno di una guida capace e bella. Are you available for the position?”

“Cerchi di indurmi in un lavoro così inferiore? Per quello che cerchi posso darti il mio servo come guida, lui va a piedi dovunque e conosce il paese meglio di me. Ma… proposta alla tua proposta ed a te ad accettare, se proprio mi vuoi avere. Mi sento annoiata per mille cose. In questo stato e da sola non sarò capace di dormire in tutta la notte. Vuoi tenermi buona compagnia e bere assieme? Ho bisogno di avere qualcuno abbastanza intelligente per poter scambiare qualche cosa di ben più interessante che il solo discorrere di banalità. Che ne pensi? Una domanda ancora, dimmi Gianni, quanto romantico sei? Dimmi per quanti giorni posso contare sulla tua compagnia ed il tuo amore…? Dimmi apertamente se pensi che sono una ragazza troppo viziata?”

~ * ~

Uscimmo all’aperto e ci accolse l’aria fresca che scendeva da quella vicina catena di vulcani per la maggior parte spenti. Attorno si snodava un lungo viale che portava lontano entro quell’immenso parco e giardini equatoriali che erano coperti da innumerevoli palme tra le quali rifulgevano maestose ed imponenti le palme a ventaglio con foglie larghe e rigogliose e da quelle ribollivano immensi fiori a testa di pappagallo in color oro, blue e rosso. Di sotto a quelle si notavano letti fioriti, ben manicurati e leggiadri. Qua` e la`, lungo la via, sia per dar riposo o meditare, erano eretti padiglioni accoglienti, con poche pareti perimetrali per dare modo alla frescura di crearsi, e pavimentati con leggiadre mattonelle di marmo locale. Questi luoghi erano confortevoli, con soffici divani e cuscini ricoperti di sete pregiate, che certamente erano invitanti con la penombra che sempre esisteva per chi volesse scambiare un bacio, un pensiero, un abbraccio.

La Croce del Sud, risplendeva al disopra, e leggermente allungandosi nel cielo sovrastante indicando l’estrema posizione Sud, e gareggiando in bellezza, con la moltitudine delle altre stelle accese nel cosmo, per luminosità e splendore.

Francisca si era ora fatta piccina, mentre sedevamo in uno di quei bungalow aperti. Si era rifugiata vicino a me, inondandomi con il suo calore ed il suo profumo di donna e ne ero inebriato.

“Non giudicarmi male, desidero aver sesso, ora, ma perché poi non lo dovrebbe essere? Sono giovane e piena di vita, non ti pare sia giusto?”

“Ti comprendo, Francisca. Tutti noi ci sentiamo dominati da questi impulsi che si propagano dall’interno del nostro essere primitivo. Ma dimmi, è solo sesso che cerchi da me?”

“No, cerco da sempre. Cerco il vero amore, ma dimmi, lo hai mai trovato? esiste veramente? Mai ho sentito il brivido creato dal vero amore. Sono sempre attorniata da uomini che mi vogliono, come hai visto pure stasera, ma nessuno è capace di offrire quello che da sempre voglio. Dubito che l’amore esisti. Penso che è stato creato da poeti e scrittori. Ma dove è mai veramente? Dove sono i veri Romei preparati a dar la loro vita per la loro amata? Dubito che al giorno d’oggi gli uomini sappiano amare. Sono solo capaci di dire un’immensità` di parole, ma poi, alla conclusione, ed io credimi lo so` bene, quello che vogliono, pensano e poi quello che domandano è una cosa sola. Vogliono avermi nuda sopra un letto e trastullarsi carnalmente col mio corpo di donna. E` questo quanto si può chiamare amore?”

“Quanto dici, in molti casi è la realtà. Nella maggioranza l’uomo è adulatore perché` ha un fine ed uno solo. Averti per una notte o due, e poi buttarti e sparire al più presto. Non è quanto avviene a te?”

“Bravo, Finalmente ho trovato un uomo onesto. Mi piaci. Penso che se ti fermi qui un po` potremo essere più che solo amici.”

Quelle furono le nostre prime confessioni. Sapevo per esperienza che in amore prima di tutto bisogna essere onesti e dire quanto si pensa. Comunicare è l’essenza e l’inizio nell’entrare in quel mondo in cui, più tardi, la comunicazione dei nostri io avverrà con spontaneità lasciando tempo all’altro di comprendere ed apprezzare quale siano i nostri sentimenti di vero amore ed il desiderio di essere assieme.

~ * ~

 

 

 

 

 

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