Leggende del Popolo Maya -Parte Due

Leggende del Popolo Maya

Parte Due – Storia delle leggende della Civiltà Maya

 

 

 

 

 

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Scritto da © Carlo Gabbi – Sab, 07/12/2013 – 01:07

Storia delle Leggende e delle Civiltà Maya

 

In questa seconda parte della presentazione sulle leggende della civiltà Maya, voglio attrarre la vostra attenzione su un’altra grande città Maya e dei paralleli esistenti con Chichen Itza, di cui parlai nel passato.

Tra le due città esistono molte cose in comune, come grandiosità, conoscenze del sapere, maggiormente inerenti all’astronomia, matematica, ingegneria, e arte.

Forse la cosa che le accomuna sembra sia il luogo di provenienza comune e così le leggende della loro mitica religione, che è espressa nel sacro libro Popol Vuj.

Nella cantata di Itza, si dice che i fondatori provenivano da un paese aldilà del mare. Altrettanto lo è per Palenque, Questa città più a sud e che oggi si trova ai confini con il moderno Guatemala dove l’impero Maya era allora ben eradicato, e che si trovava in quei giorni al centro dell’impero creato dai Maya, ben conosciuto, ma che, dopo aver raggiunto il massimo della grandezza e fama, altrettanto misteriosamente nel giro do pochi anni fu completamente abbandonata dal popolo e divenne una città di nessuno.

Le leggende rimasero, e sono d’immensa importanza.

La poca documentazione scritta di quel tempo è dovuta all’opera di Padre Diego di Lanza con la quale si è potuta stabilire la stretta relazione tra queste due città Maya, Chichen Itza e Palenque.

E` attraverso Il Popol Vuh, il loro libro sacro, che veniamo a conoscere i dettami della loro religione e la loro concezione del modo in cui gli Dei Maya, crearono e popolarono il mondo, ma è ancor più attraverso le relazioni politiche del ”Can Balun” che possiamo conoscere il ragguaglio storico dei Maya del Yucatan, e attraverso questi venire a comprendere la loro scrittura, il loro sistema solare, il calendario, e così pure i caratteri numerici.

E` da questi libri che si viene a conoscere che Palenque fu fondata da un popolo proveniente dell’Atlantide e il loro condottiero era Votan, e il suo simbolo era un serpente.

La storia racconta che Votan e i suoi seguaci arrivarono in pace, e che ben presto, attraverso matrimoni con i locali indigeni formò gli Indios, che ancora prevalgono nella zona, e con il tempo assoggettarono popoli vicini civilizzandoli. Questo sembra sia avvenuto circa due millenni prima dell’arrivo dell’esploratore Cristofero Colombo. Fu Votan che diede inizio alla costruzione di templi nella nuova città di apparenze simili a quelli trovatisi in Mesopotamia in quei tempi lontani.

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Le leggende che la collegano a lontani paesi dove erano evolute le scienze del sapere e si dice furono portate dagli eredi di quella città di Atlantide ai poli estremi terrestri, e sembra che qui, in Palenque la piramide e la tomba di quel capostipite, Pacal (Pakal) e in esse si trovano pure evidenze importanti come la rappresentazione della base della loro religione, ossia come il mondo venne creato, e descritta nel loro Popol Vuh, il libro sacro degli anziani Maya.

Questo testo sacro, è uno dei pochi documenti che fu salvato dalla maniaca distruzione perpetrato dal fanatismo dei frati che vennero con i Conquistadores.

Ora eccovi alcuni fatti storici di grande importanza che aiuterà a comprendere meglio il popolo Maya.

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La filosofia dei Maestri Itza (coloro che sanno), Il culto Solare del Serpente e del Fallo.

 

I simboli del culto di Quetzalcoatl (il serpente piumato) corrispondono a quelli usati dal Culto Solare, il che fa pensare che questo fosse proveniente degli Itza.

Chichen Itza era governata da iniziati di alto rango, nobili addetti del culto, e non da una discendenza monarchica. Questi uomini saggi dovevano guadagnarsi il loro posto e vennero a Chichen Itza da ogni parte dell’impero Maya.

Si dice, che la grande piramide in Chichen Itza, fu eretta per il culto di Kuculcan, il cui capo era considerato come un dio, ossia l’“Uccello-Serpente”, Il “Guerriero-Aquila”, e che questo fosse parte della filosofia del Culto Solare.

Il Sole: Simbolo del sacro fuoco, datore di vita, il fuoco che tramuta e trasforma l’energia di tutta la materia, compresa la carne.

Il Fallo: Simbolo del processo riproduttivo nell’uomo, per la sua energia sessuale, che adeguatamente controllato può essere tramutato in qualcosa di più alto, capace di dar vita a uomini sani di mente e di corpo.

Il Serpente o Coatl: Simbolo dell’energia sessuale, attorcigliato e dormente, disteso e in ascesa, che tende verso qualcosa che eccelle.

Il Quetzal: questa magnifica e inafferrabile creatura, originario della Mesomerica, è l’unico uccello che muore piuttosto di farsi rinchiudere in una gabbia. E` il simbolo della libertà, nella più pura perfezione. Le penne della sua cresta rappresentano il controllo dell’energia divina, un’aureola che lo rende unico tra gli uccelli.

L’Aquila: Un nobile uccello che è portato a volare alto, rappresenta lo spirito dell’uomo che è stato creato per volare alto e libero.

Il Giaguaro: Il più grande felino del luogo rappresenta la bestia dell’anima, gli istinti e passioni animalesche prive di freno.

Il Quetzal è un uccello che si trova unicamente in Guatemala e Sud Messico, mentre l’Aquila vola ovunque, sebbene il nome non sia “Aguicoatl (coatl=serpente) E` Quetzalcoatl, ossia l’uccello serpente, simbolo dell’auto-realizzazione dell’uomo capace.

Nel Culto Solare del Serpente e del Fallo, Quetzolcoatl non si riferisce a una deità, bensì era il titolo di Grande Maestro, colui che insegna, e questi maestri erano chiamati semplicemente serpenti.   

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Chi furono veramente i fondatori della città di Palenque non è ben certo con dozzine di supposizioni contrastanti dei moderni studiosi, che variano dal locale Indios, come pure ammettono, fu da un popolo venente dall’esterno.

La più veritiera è la versione di Padre Ordonez, che da suoi ritrovamenti di scritti del luogo conferma che Palenque fu edificata da un popolo proveniente da oltre oceano, teoria comprovata dal ritrovamento di giade preziose, che indicano la provenienza dinastica del Re Pacal. Questo è lo stesso Pacal che ben dissi altrove, era il diretto discendente del regno della città scomparsa di Atlantide.

Non dobbiamo dimenticare che in un lontano passato la configurazione terrestre era alquanto diversa di quanto lo è ora. Milioni di anni orsono l’America era unita alle altre masse terrestri sia a est sia a ovest, rendendo logico che questa parte del mondo fosse ugualmente abitata come lo era la vecchia Europa.

Accettando l’esistenza di Atlantide questa faceva parte unica con quelle terre che ora sono chiamate Australia. La  Nuova Zelanda era unita al Sud America, e sembra che queste terre furono le prime a staccarsi e a muoversi. Attraverso questi movimenti gruppi aborigeni identici si trovano oggi in terre lontane tra loro ma che ben spiegano la loro provenienza.

E` quindi possibile credere che gli Itza fossero provenienti dalla popolazione di Atlantide. Il Pop Wuj suggerisce questo, erano membri del Culto Solare, che non è esclusivo dei popoli Maya. La scienza su cui è basato questo culto affiora in tutte le grandi civiltà del passato. Hanno una fonte comune ed una simile religione, che li unisce, Maya, Egiziana, Greci, Indiani. Tutti possedevano la stessa conoscenza e pertanto sono legati gli uni agli altri da tale fonte comune.

Atlantide esisteva quando i continenti erano uniti, migliaia di anni fa. Con una serie di cataclismi sprofondò negli oceani, ma alcuni di quei popoli sfuggì al cataclisma, e portarono con loro la conoscenza di un’avanzata scienza e religione. E` questo comune denominatore che esiste tra diversi popoli che è chiamato Culto solare del Serpente e del Fallo.

Questa è la logica spiegazione dello sviluppo parallelo di diverse civiltà, le quali sono connesse a questo culto.

Questo è quanto ci viene spiegato tra le righe del Pop Wuj, “…scienza che arriva attraversando i mari e che racconta la storia delle nostre origini; Terra, essi dissero, e apparve come una nube, come la nebbia; Qui fu quando si levò, uscirono le montagne dai mari, si levarono montagne veramente grandi e il serpente nascosto fu felice…”

Somiglianze sono innumerevoli, da luogo a luogo. Mai cambia la presenza del culto, prove che continuano sino ai giorni attuali su papiri, pelli, e incise sulle pietre di templi.

Gli Itza-Maya hanno lasciato evidenze delle loro conoscenze che vanno dalla scienza all’arte alla filosofia. Credevano nell’unità dell’uomo e del cosmo, e la loro religione rifletteva tutto ciò.

Gli Itza-Maya raggiunsero l’apice delle loro conoscenze e potere in quei secoli bui della civiltà  Europea. Seicento anni che vagano dal tempo della conversione al cristianesimo di Costantino (circa 300 d.C.)e la morte di Alfredo il Grande (circa 900 d.C.) Quelli erano i secoli di sangue e oscurità in tutta Europa, mentre nello stesso periodo i Maya raggiunsero altezze di conoscenze incredibili.

 

Indubbiamente la Civiltà Maya ha molto da insegnarci. Se solo si potesse decifrare tutti i loro geroglifici rimasti incisi sulle loro colonne dei templi e sui frontespizi dei loro maggiori monumenti, l’umanità avrebbe una conoscenza migliore di questo grande popolo che ci stupisce per la loro immensa conoscenza in tempi così remoti e che ci fa veramente credere esitino connessioni tra loro quel popolo che visse in Atlantide, i cui discendenti furono  gl’iniziatori di nuovi popoli capaci in tutte le scienze moderne.

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